martedì 13 giugno 2023

"50 SFUMATURE DI SUB"

Se avessi un euro per ogni volta che mi sono sentita dire che non sono una “vera Schiava” perché non abbassavo la testa a chiunque si professasse “Padrone” senza sapere nemmeno cosa significasse, probabilmente sarei a crogiolarmi in qualche spiaggia esotica con un mojito in mano e a vivere di rendita perché continuerei a guadagnare semplicemente rispondendo ai messaggi privati.





L’idea generica di chi crede di sapere è che autoprofessarsi figura dominante (senza scendere nel dettaglio di “Padrone”, “Master” o affini”) possa garantire rispetto e adorazione da chiunque si professi figura sottomessa, a prescindere dal modo in cui ci si pone, tralasciando la fondamentale questione del rispetto verso ciò cui si rivolgono, che è prima di tutto una persona. 
Troppo spesso si etichetta una persona sub come fragile, delicata, facilmente circoscrivibile entro limiti che il primo sconosciuto impone, semplicemente perché si pensa che la voglia di sottomissione sia fine a se stessa e non dipenda dalla persona con cui ci si interfaccia, che venga scaturita anche dal riconoscere inconsciamente nella persona a cui ci si affida in qualcuno che merita la fiducia e il dono che la figura sottomessa sta concedendo in quel momento, ovvero mettere la propria sicurezza, fisica e psicologica, nelle sue mani.
Partiamo dal presupposto che ogni figura all’interno del BDSM deve essere ricoperta da persone psicologicamente stabili, per la sicurezza di tutti perché una persona che non riesce a controllare le proprie emozioni in maniera razionale può essere molto pericolosa, qualunque ruolo senta di voler ricoprire.
Detto ciò specifichiamo che la figura sottomessa non è solo quella che la maggioranza delle persone immagina, ovvero la “schiava”, ma ci sono diverse tipologie di persone che concedono alla controparte diverse tipologie di controllo:
Sottomess*: è semplicemente l’indole di qualcuno, ciò che sente e non indica un ruolo, ma solo ciò che sente e che vorrebbe essere, quindi è la controparte della figura Dominante 
Bottom: è la controparte del TOP, ovvero una persona che concede il controllo solo nell’ambito del gioco fine a se stesso, nella maggioranza dei casi si tratta di masochisti che cedono ad un sadico in diverse pratiche che vanno dalle corde, allo spanking, al clinical passando per tutto il mondo infinito di cui abbiamo già sentito parlare. Può trattarsi di un rapporto fisso, quindi giochi e sessioni prolungati nel tempo che evolvono con la conoscenza, o limitati ad una singola sessione che però deve essere comunque preceduta da conoscenza e contrattazione per non lasciare nulla al caso.
Slave: una persona di indole sottomessa che è “di proprietà” di qualcuno, all’interno di un rapporto con una Miss o un Master (detti anche “Padron*”). Si tratta di un rapporto in cui si costruisce qualcosa di duraturo, un rapporto di sottomissione più o meno totale, in base alla situazione dei componenti, ma che va oltre al gioco o alla singola sessione, ma entra anche nella sfera psicologica, nella gestione quotidiana della vita e la predilige forse anche alla sfera fisica, sempre restando che entrambe sono una componente fondamentale. Tra queste due figure si crea un rapporto D/s (Dominazione/sottomissione) che va anche a condizionare, volontariamente o involontariamente, la vita di tutti i giorni.
Dopo aver suddiviso in tre macrocategorie, ecco che si apre un mondo in base alle pratiche preferite, ma che non devono vincolare alla catalogazione assoluta di una persona. Ecco che ci si trasforma in Spankee con il proprio Spanker se ci si dedica allo Spanking, Bunny con il proprio Rigger se si pratica il Bondage, Masochista affidato ad un Sadico per le pratiche legate al dolore, Daddy/Mommy e Little Girl/Boy per le pratiche legate all’età e così via, sempre tenendo ben presente che non è una catalogazione perché tutti possiamo essere qualsiasi cosa e una non esclude l’altra, ma semplicemente una via semplice per individuare i gusti di una persona e la propria situazione attuale per potersi poi rapportare di conseguenza.
Tornando alla questione affrontata in precedenza sulla stabilità emotiva di una persona che si avvicina al BDSM, questo vale per le persone dominanti, quanto per le sottomesse, ma io affronterò la questione delle seconde. Se non sei lucido, stabile e sereno, non puoi con certezza capire chi merita la tua fiducia tanto da mettere la propria sicurezza e incolumità nelle sue mani, perché, se si pensa che farsi legare i polsi durante un rapporto occasionale con una persona appena conosciuta non sia una pratica pericolosa, provi a pensare come ci si potrebbe difendere se questa persona manifestasse improvvisamente comportamenti violenti e pericolosi mentre si è impossibilitati a reagire. Ecco che la capacità di giudizio e della valutazione dei rischi in maniera lucida diventa fondamentale, il riconoscere chi è preparato e chi è improvvisato diventa molto importante, e si può fare solo se si è lucidi.
Una persona che esordisce con “Cagna inginocchiati sono il tuo nuovo padrone” non porterà mai nulla di buono nella vita di una sottomessa, come non lo farà chi si presenta solo con un tariffario trattandoti come un portafoglio, a meno che non sia esattamente quello il tuo desiderio. Prima la conoscenza, la fiducia e poi tutto il resto, anche nel caso di sex worker.
Quindi, rivolgendomi a chi vuole approcciarsi con una persona di indole sottomessa, non pensate assolutamente di trovarvi di fronte debolezza e accondiscendenza a prescindere, ma dimostrate di meritare rispetto e fiducia a prescindere dal fine, come per una persona qualsiasi.
Spero di aver chiarito un po’ le idee su tutto ciò che verte attorno alla figura della parte sottomessa e spero serva a tutti per rapportarsi in modo corretto secondo le regole del rispetto e della convivenza pacifica.


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